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La tradizione sportiva dell’Alfa Romeo, l’onerosa eredità lasciata dalla Giulietta ed il successo immediato della nuova Giulia, spinsero la Casa ad approntarne una versione “cattiva”, che non mancò, sin dalle sue prime apparizioni di mietere successi e prestigiosi piazzamenti anche contro avversari ben più potenti. Nella categoria Turismo aveva pochi avversari e la troviamo nei primi posti persino al mitico “Tour de France”, terreno esclusivo delle grosse GT dell’epoca.
Spinta dal collaudato 4 cilindri in linea con doppio albero a camme in testa, esprimeva già 112 CV nella versione base, valore notevolmente superato nelle versioni gara. Purtroppo l’avvento della Giulia GT, poi divenuta GTA, ne limitò la vita agonistica e produttiva (ne furono costruiti soltanto 401 esemplari); tuttavia ancora oggi è una delle auto d’epoca più apprezzate e ricercate, anche se sono numerose le repliche più o meno riuscite, derivate dalla Giulia “normale”.
La nostra riproduzione si riferisce all’esemplare che vinse la 4 ore di Monza del 1965, guidata dall’equipaggio De Adamich/Arcioni, con il numero di gara 85.
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